mercoledì 21 marzo 2012

Approvazione del PUA, Noi Re(si)stiamo Qui: “Attacco alla democrazia, il Waterfront va avanti a colpi di provvedimenti commissariali"

Sandro Izzo, presidente dell'associazione fa un appello alla politica: “Bonifica dell'area e accessibilità al popolo”



Il commissario straordinario del Comune di Pozzuoli, Ugo Mastrolitto, ha approvato definitivamente il Pua (Piano Urbanistico Attuativo) con cui viene dato il via libera alla realizzazione del Waterfront (il progetto di “riconversione” dell’area ex Sofer da parte della Waterfront Flegreo Spa). Ad appena cinquanta giorni dalle elezioni.

Contro la sottrazione di tale atto alla discussione politica e democratica si pronuncia il presidente di Noi Resistiamo Qui, Sandro Izzo: “L’ennesimo attacco alla democrazia. Il progetto Waterfront va avanti a colpi di provvedimenti commissariali. Il commissario Mastrolitto non se la sente di potenziare la differenziata ma non ha esitato ad approvare una delibera riguardante un progetto, come il Waterfront, che non potrebbe essere più strategico per la città. Le pressioni minacciose della Waterfront spa e degli Istituti bancari finanziatori del progetto hanno avuto gioco facile in questo clima di instabilità politica e istituzionale. Bisognava aspettare l’esito elettorale, mancava poco ormai”.
Un duro attacco arriva anche all’instabilità politica degli ultimi anni: “le approvazioni del Pua di Aragno prima e di Mastrolitto poi sono il frutto di chi irresponsabilmente ha lasciato un vuoto politico in questa città, avendo costruito la propria maggioranza non sui contenuti, ma provando a mettere d’accordo, senza esito, i vari interessi personali”.

Poi, un accenno al Waterfront: “
È un progetto nato sbagliato, lo dimostrano tutti i rilievi effettuati sul Pua e per la maggior parte scartati da Mastrolitto. Tra questi l’assenza della valutazione ambientale strategica (Vas), totalmente ignorata dal commissario. Il Waterfront nasconde dietro sé troppi pericoli. Dal poter divenire un tempio per il divertimento dei ricchi distante dalla città (ricordiamo il collegamento diretto dalla tangenziale al porto in corso d’opera che passa proprio per via Fasano, a pochi metri dai cantieri ex Sofer), al rischio di speculazione edilizia con qualche legge di conversione ad hoc da approvare. Il Waterfront sembra, inoltre, solo un progetto utile ad incamerare i soldi, senza produrne di nuovi né ridistribuendoli. Il Piano Regolatore Generale prevede che in quell’area si punti anche su ricerca e produzione altamente tecnologica. Questo progetto invece non è finalizzato a creare posti di lavoro, come ammise lo stesso architetto del progetto, Peter Eisenman”.

Il presidente dell’associazione politica Noi Re(si)stiamo Qui lancia poi un appello alla politica: “La politica da oggi ha meno possibilità di decidere la destinazione dell’area ex Sofer, ma ci sono ancora molte strade da percorrere. Si può tentare di partire dall’osservazione accolta riguardante l’approvazione preliminare del Siad (Strumento Integrato dell’Apparato Distributivo) che deve essere approvato dal Comune e con cui bisogna scongiurare l’ipotesi di un centro commerciale, che sarebbe una pietra tombale per il commercio locale. Chi ha intenzione di governare la città dica, senza demagogia né disfattismo, se ha intenzione di contrastare questo progetto e con quali strumenti ancora possibili, o provare a reindirizzarlo, conside
rando i bisogni reali della città. In quest’ultimo caso, come intende relazionarsi alla Waterfront Spa e come potersi imporre affinché siano assicurate una bonifica certosina dell’area (martoriata dall’amianto) e l’accessibilità popolare da una parte , e siano scongiurate la speculazione edilizia e la cementificazione della costa (in contrasto col Prg) dall’altra, con l’obbligo di porre al centro del progetto l’occupazione, in una città che ne sta accusando sempre di più l’assenza”.

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