giovedì 25 ottobre 2012

“Io Voglio Restare” appello nazionale dei giovani under 35

È stato lanciato ieri sera sulla rete, l'appello nazionale “Voglio Restare”, promosso da associazioni, comitati, coordinamenti e singoli attivisti di tutta Italia. I primi firmatari sono ben 150, rappresentanti dei territori e di associazioni nazionali, che hanno condiviso l'impegno di lanciare insieme una campagna per “cambiare il nostro paese per restare”.
Più di un italiano su tre, tra i 18 e i 24 anni – si legge dall'appello visibile sul sito www.vogliorestare.it – è senza lavoro, e negli ultimi 5 anni sono stati persi 1,5 milioni di posti di lavoro tra gli under 35. La disoccupazione giovanile cresce tre volte più velocemente di quella complessiva, con picchi che superano il 50% per le donne nel Mezzogiorno. I pochi che lavorano, se non sono in nero, sono costretti a destreggiarsi tra i vari contratti precari, senza alcuna tutela.

Ci incontreremo con gli oltre cento promotori il 10 novembre a Firenze, in occasione del Social Forum. "Proponiamo di iniziare a discuterne tutti insieme a Firenze nell’ambito delle iniziative per il decennale del Forum Sociale Europeo, un appuntamento fortemente simbolico che vogliamo riempire di contenuti veri e attuali. Saperi, Welfare, Lavoro e Innovazione saranno i primi temi sui quali si confronteranno tutti i ragazzi, under 35, che stanno man mano aderendo all'appello.
Noi Re(si)stiamo Qui non poteva che essere tra i promotori di quest'iniziativa su scala nazionale.
Io voglio restare è il lancio su scala nazionale del progetto avviato nel Maggio 2010 qui in Campania. Per questo motivo ci sentiamo di aderire a questo progetto con le stesse motivazioni che ci portarono a fondare questo movimento.

È l'occasione di riscatto di un'intera generazione che non vuole andare via da queste terre e da questo paese Il dieci saremo a Firenze, per incontrarci, discutere e rilanciare ancora più forte quest'appello. Già da qualche giorno stiamo lavorando e promuovendo la nostra campagna, cercando di far aderire quanti più giovani possibili. È anche una risposta al Ministro Fornero, ormai palesemente lontana dalle esigenze di una generazione intera.

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